20) Einstein. Osservazioni epistemologiche.
Dialogando con Hume e Kant, Einstein presenta quelle che sono le
sue convinzioni in campo epistemologico.
A. Einstein, Autobiografia scientifica,  traduzione italiana di A.
Gamba, Boringhieri, Torino, 1979, pagine 14-15 (vedi manuale
pagine 302-306).

 Io distinguo da una parte la totalit delle esperienze sensibili,
e dall'altra la totalit dei concetti e delle proposizioni che
sono enunciati nei libri. I rapporti interni fra i diversi
concetti e proposizioni sono di natura logica, e il compito del
pensiero logico  strettamente limitato a stabilire tutte le
connessioni interne fra concetti e proposizioni secondo regole ben
definite, che sono appunto quelle della logica. I concetti e le
proposizioni acquistano significato, cio contenuto, solo
attraverso la loro connessione con le esperienze sensibili. Questa
connessione  puramente intuitiva, non  essa stessa di natura
logica. Ci che distingue la vuota fantasia dalla verit
scientifica  il grado di certezza con cui questa connessione,
cio questa associazione intuitiva, pu essere compiuta, e
null'altro. Il sistema di concetti  una creazione dell'uomo, n
pi n meno delle regole di sintassi che costituiscono la
struttura dei sistemi di concetti. Sebbene i sistemi concettuali
siano completamente arbitrari da un punto di vista logico, essi
sono intesi a permettere la coordinazione pi completa e quanto
pi possibile certa (intuitiva) con la totalit delle esperienze
dei sensi; in secondo luogo sono intesi alla maggiore economia
possibile dei loro elementi indipendenti da un punto di vista
logico (concetti fondamentali e assiomi), cio dei concetti non
definiti e delle proposizioni non derivate.
Una proposizione  corretta se, entro un certo sistema logico,
viene dedotta secondo regole logiche accettate. La verit
contenuta in un sistema corrisponde alla certezza e alla
completezza con cui  possibile coordinarlo con la totalit
dell'esperienza. Una proposizione corretta ripete la sua verit
da quella contenuta nel sistema a cui appartiene.
Una nota di carattere storico. Hume vide chiaramente che alcuni
concetti, come per esempio quello di causalit, non si possono
dedurre con metodi logici dai dati dell'esperienza. Kant, essendo
fermamente convinto che certi concetti fossero indispensabili, e
che fossero proprio quelli che si erano dimostrati tali nella
pratica, li interpret come le necessarie premesse di ogni tipo di
speculazioni, e li distinse dai concetti di origine empirica. Io
sono convinto, invece, che questa distinzione sia erronea, cio
che non ponga il problema nei suoi giusti termini. Tutti i
concetti, anche quelli pi vicini all'esperienza, sono dal punto
di vista logico convenzioni liberamente scelte, come appunto nel
caso del concetto di causalit da cui ebbe origine quest'ordine di
problemi.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 776-777.
